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venerdì , 9 Dicembre 2022
Le elezioni amministrative del 12 giugno sono il primo banco di prova per il gruppo Reds di Palermo. Abbiamo contribuito alla costruzione del progetto politico di “Sinistra civica ecologista- l’unità per Palermo”, a sostegno della candidatura a sindaco di Franco Miceli, ma dietro la sfida locale c’è una prospettiva di unità socialista suscettibile di essere riprodotta a più livelli e che per questo meriterebbe maggiore attenzione.

Reds nella sfida delle amministrative a Palermo

Le elezioni amministrative del 12 giugno sono il primo banco di prova per il gruppo Reds di Palermo. Abbiamo contribuito alla costruzione del progetto politico di “Sinistra civica ecologista- l’unità per Palermo”, a sostegno della candidatura a sindaco di Franco Miceli, ma dietro la sfida locale c’è una prospettiva di unità socialista suscettibile di essere riprodotta a più livelli e che per questo meriterebbe maggiore attenzione.
Sono passati più di due anni dall’assemblea costitutiva della nostra associazione. La pandemia ci è piovuta subito dopo come una meteora e, tra le tante conseguenze, ha reso difficile la crescita nei territori. A Palermo però ci siamo adoperati per un esperimento politico che potrebbe riaccendere gli entusiasmi di una sinistra sopita e disorganizzata.
Dalle prime riunioni dello scorso autunno con Articolo uno, Possibile, Rifondazione, Sinistra italiana, l’associazione Sinistra delle idee e i rappresentanti del gruppo consiliare Sinistra comune, abbiamo rappresentato l’esigenza che non si costrusse l’ennesima “cosa rossa”, dalla vita media corrispondente alla durata di una campagna elettorale, ma un progetto con prospettive ampie e che fungesse in qualche modo da monito alle segreterie regionali e nazionali. Al centro delle proposte programmatiche che abbiamo portato alla lista e al candidato sindaco, anche grazie all’interlocuzione con la Fgs e l’Udu, il tema del lavoro e del diritto allo studio, in una terra che ha percentuali drammatiche di emigrazione, disoccupazione giovanile e di dispersione scolastica. A rappresentare queste istanze, il nostro candidato al consiglio comunale, Tommaso Romeo, e i tre candidati per altrattanti consigli di circoscrizione.
La campagna elettorale della coalizione di centro-sinistra, sconta la pesante eredità dell’amministrazione Orlando, che dopo gli ultimi cinque anni non sta lasciando un bel ricordo di sé. Il centro-destra, o meglio parafrasando Moretti, il centro-destra-destra (si va da Iv, a Fdi, passando per Udc, Dc, Fi, Lega, autonomisti) ha raggiunto un armistizio sulla candidatura unitaria dell’ex rettore Roberto Lagalla, dimessosi da assessore regionale all’istruzione della Giunta Musumeci. Un “cessate il fuoco” non tanto ispirato da una ritrovata coesione politica (proprio in questi giorni la Giunta regionale viene battuta ripetutamente in Aula sulla discussione della legge finanziaria), quanto dalla necessità di pesare il quoziente elettorale dei singoli partiti, per poi spenderlo nell’aspra diatriba per la presidenza della Regione: ricandidare o non ricandidare il Musumeci dopo il primo mandato? In mezzo, l’ennesima ricandidatura di Fabrizio Ferrandelli, eterna promessa della politica palermitana, stavolta sotto le insegne di Più Europa e Azione. A completare il cerchio dei candidati a sindaco, Rita Barbera con lista civica e Pap, Ciro Lomonte coi separatisti “Siciliani liberi”, Francesca Donato, eurodeputata che ha lasciato la Lega per le posizioni sulla crisi sanitaria. Poi ci sarebbero anche i cinque quesiti referendari sulla giustizia, ma questa è un’altra storia…
In questo quadro, la campagna parte in salita per la coalizione formata da Sinistra, Pd, M5s e lista Miceli. La fase politica però è profondamente cambiata e su questo si gioca la sfida per Palazzo delle Aquile: dopo una pandemia, con l’aggravarsi della crisi internazionale sulla guerra in Ucraina, la Sicilia, grazie ai fondi europei, può trovare uno spiraglio per uscire dalla crisi economica che dura ininterrottamente dal 2008. Tutto però rischia di rimanere una bella promessa, se non verrà rinnovata l’amministrazione comunale e senza una politica locale capace di progettualità. In questo senso, la candidatura dell’architetto Franco Miceli rappresenta una buona occasione.
A ogni tornata elettorale la sinistra parcellizzata si presenta sotto simboli e nomi diversi, generando diffidenza tra gli elettori, rimasti senza riferimenti politici, e disillusione tra i tanti militanti ormai senza casa. Ma un buon risultato a Palermo potrebbe rappresentare l’incentivo migliore per un azzeramento dei micro partiti, superare il metodo dei cartelli elettorali variamente denominati, e avviare finalmente una costituente socialista. Dalla Sicilia può suonare la sveglia, ma finora non sembra che interessi più di tanto al di là dello Stretto.

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