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sabato , 6 Giugno 2020

Dolores Ibárruri, la Pasionaria

di Jessica Lopez

LA BISCAGLIA, I PRIMI ANNI DI VITA E LA NASCITA DELL’IMPEGO POLITICO

Dolores Ibárruri è stata nella sua vita  molte cose, figlia,sorella, moglie, madre, sarta, cuoca, sardinera ( venditrice di sardine n.d.r.) attivista antifascista, editrice, politica, scrittrice, membro del Parlamento e memoria storica spagnola.

Nasce nel 1895 e muore nel 1989 attraversando due secoli di storia Spagnola ed Europea.

È Basca Dolores, figlia di un popolo fiero e antico che ha mantenuto intatto il suo idioma , le sue tradizioni e in parte la sua indipendenza nonostante l’avvicendarsi di conquistatori e dominatori sul suo suolo.

Sono state molto probabilmente le miniere di ferro della Biscaglia( n.d.r Provincia Basca di cui è originaria ) a determinarne il destino politico.

La famiglia in cui nasce Dolores è una famiglia di minatori e sono le condizioni di vita miserrime in cui versa il popolo lavoratore, la sua stessa gente, ad allontanarla  dal Cattolicesimo e avvicinarla agli scritti di Marx .

 Per Dolores si apre un mondo come lei stessa riferisce nella sua autobiografia “ Memorie di una rivoluzionaria”.

(…) Come un deposito amaro si andava sedimentando nella mia anima di adolescente una sentimento di rabbia i disperata e istintiva contro tutto e contro tutti.  Sentimento di ribellione che più tardi si sarebbe fatto consapevolezza.

Il Socialismo le fornisce una ragione di vita, una ragione per cui combattere elevandola mentalmente da una gabbia pregressa di predeterminazione e accettazione incondizionata dei soprusi dei padroni alla presa di coscienza delle proprie capacità, possibilità e diritti.

Questa epifania la coglie sul duplice piano di essere umano e di donna.

Non ci si  può infatti accostare  ai suoi scritti e alla sua vita di azione senza fornire una chiave di lettura femminista, intesa nel puro senso letterale  del termine.

Da Memorie di una rivoluzionaria “ Madre, che cosa è sposarsi ? Figlia, filare, partorire e piangere”.

E dolori ne patisce Dolores, di sei figli partoriti ben quattro muoiono in tenera età e dei due che raggiungono l’età adulto, l’unico maschio, Ruben muore a soli ventun anni combattendo in Russia, dove la famiglia si era rifugiata seguito della presa di potere di Francisco Franco, per l’Armata Rossa.

Non si rassegna a una vita di dolori che per la donna è resa ancora più amara dalla consapevolezza di essere tagliata fuori dalla vita lavorativa del Paese.

Quando infatti la domanda del minerale calò, si fece a mano del lavoro delle donne nelle miniere della Biscaglia adducendo considerazioni ipocrite sulla madre, sulla donna, sulla famiglia e sul focolare.

Ma il lavoro dava alla donna una sua dignità sociale e privata irrimediabilmente di esso, ella diventava una schiava domestica senza alcun diritto.

È così che nella vita della Ibárruri il personale e il politico si uniscono portandola a essere una dei fondatori del partito comunista spagnolo nel 1920  e a lasciare  successivamente il villaggio natale per Madrid .

TRASFERIMENTO NELLA CAPITALE

Nella Capitale  diventa editrice di un giornale “ Mundo Obrero”, si firma Pasionaria come il fiore della passione  e questo nome le resterà per sempre addosso.

Si separa dal marito, secondo l’unica figlia della coppia suo padre si era innamorato di Dolores e non della Pasionaria.

Sono anni di impegno civile e di lotte operaie, sono anni che precedono la presa di potere Franchista.

A partire dal 1931 viene imprigionata diverse volte ma non si tira mai indietro.

Diventa  un punto di riferimento per le lavoratrice creando l’Associazione delle donne antifasciste e lottando strenuamente per il miglioramento della condizione femminile.

Non dimentica i minatori e organizza una serie di iniziative sullo sfondo della rivoluzione sociale delle Asturie del 1934. I minatori avevano osato ribellarsi ai padroni organizzando scioperi di massa ed erano stati imprigionati e le loro famiglie private di mezzi di sussistenza.

Dolores lotta affichè vengano liberati e organizza adozioni momentanee  dei loro figli in famiglie disposte ad accoglierli.

Le Asturie la ripagano, nel 1936 è eletta deputata ma nello stesso anno scoppiò la guerra civile Spagnola, i Franchisti cercavano di rovesciare la fragile democrazia.

Dolores non si perde d’animo, innumerevoli i discorsi e le iniziative .

Il più famoso è quello pronunciato nell’agosto del 1936 alla radio per incitare i combattenti democratici a resistere dinanzi al golpe di Franco appoggiato da Mussolini e Hitler, perché “ no pasarán” ! Le forze fasciste non passeranno!

Discorso No Pasáran ! :

“ Operai! Contadini ! Antifascisti! Spagnoli patrioti! Davanti alla sollevazione popolare antifascista tutti in piedi a difendere la Repubblica, a difendere le libertà popolari  e le conquiste democratiche del popolo. Al grido il fascismo non passerà, non passeranno i carnefici di ottobre, i contadini e gli operai di tutte le province spagnole si stanno unendo alla lotta contro i nemici della Repubblica. Tutto il Paese freme di indignazione di fronte a questi banditi che vogliono far sprofondare la Spagna popolare in un inferno di distruzione e morte, ma non passeranno!”

ESILIO IN URSS

La vittoria di Franco la costringe a espatriare in Urss dove diventa un punto di riferimento del comunismo internazionale.

Nel 1942 con la morte di Ramos, segretario generale del Pce, prende il suo posto.

RITORNO IN SPAGNA

Ritorna in Spagna nel 1977 dopo trentotto lunghi anni di esilio forzato. Quando scade dalle scalette dell’aereo non è più solo una donna, è già un mito vivente.

Viene eletta come deputato delle Asturie nelle prime elezioni democratiche e presiede la prima sessione della corte di giustizia con Rafael Alberti.

Non abbandona mai la politica e continua a partecipare alle manifestazioni e alle iniziative in Spagna e nel mondo.

La Pasionaria,  diventata un simbolo della Seconda Repubblica e di lotta antifascista , morì il dodici novembre del 1989 a novantrè anni. La sua salma riposa nel cimitero civile di La Almudena.

Dolores Ibárruri visse una vita fedele ai suoi principi e non si piegò mai.

Fonti 

  1. Web  www.resistenze.org
  2. Cultura e memoria resistenti – storia – 16-11-09 – n. 295da El Tribuno del Pueblo http://arrabali.blogspot.com Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

 2) Googe libri , Memorie di una rivoluzionaria

3) The Communist International History Archive , documents

4) Wikipedia

5) Dizionario Treccani

6) History Channel Iberia

7) I grandi discorsi che hanno cambiato la storia di Gianluca Lioni e Michele Fina

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