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mercoledì , 23 Settembre 2020

Il tempo e il virus

Il tempo. E’ probabilmente l’elemento chiave di tutta questa storia assurda in cui ci ritroviamo e spiega molte cose.

A partire dalla discussione europea nessuno sembra considerare che quale che siano le decisioni che alla fine verranno prese ogni giorno che passa è un colpo sempre più forte alla credibilità sia del sistema che dei decisori che appaiono senza alcuno scrupolo nell’anteporre tattiche e strategie, accordi e speculazioni politiche o nazionali a quello che sarebbe il bene comune ovvero la salvezza delle persone e della loro qualità della vita. E’ il tempo che passa e che logora tutto.

Allo stesso modo molti degli esperti interpellati sulla situazione e il da farsi trattano il tempo come qualcosa a disposizione, secondario, al punto di pensare di poter rimanere dopo due mesi ancora sul vago spingendo nel dubbio per prolungare appunto nel tempo la strategia di chiusura a discapito di ogni dato e dell’effettiva sofferenza non solo economica ma umana delle persone e delle famiglie limitate in molti aspetti della loro vita.

Sembra poi incredibile ma anche ieri l’attesissima conferenza del Presidente del Consiglio viene rinviata di ora in ora anche qui come se il tempo di angoscia e attesa della popolazione sia solo un elemento collaterale facendo trasparire una pacchiana speculazione proprio sul tempo che fa aumentare il traffico sulle pagine social, concentra tutto e impedisce qualsiasi movimento del pensiero. Ma è il tempo delle persone su cui si specola, le angosce, le speranze.

D’altronde tutte le misure economiche approntate per l’emergenza vengono rinviate nella loro attuazione di giorno in giorno (se si esclude forse i buoni per i beni di prima necessità che alcuni comuni cominciano a distribuire in ogni caso dopo più di un mese) dai finanziamenti alle imprese con le banche che passano il tempo a fare istruttorie e passaggi burocratici alla cassa integrazione che arriverà forse tra una decina di giorni, ai contributi sugli affitti, a ogni altra forma di sostegno pubblico che appunto deve seguire le procedure incuranti del tempo mentre passano giorni, settimane, mesi.

Il tempo, lo stesso che la maggior parte del paese sta passando dentro casa da settimane e che sembra dilatarsi o restringersi al primo refolo di vento, lo stesso che è tutto sommato vita o per lo meno il confine della vita stessa con la morte.

Il tempo è denaro si dice ma non c’è niente di più falso semplicemente perché il denaro non può comprare il tempo e in ogni caso puoi anche rimanere senza soldi ma certo non puoi rimanere senza tempo.Eppure viviamo in una società dove il tempo viene costantemente monetizzato come ci ha spiegato senza velo di vergogna l’editore di La7 Cairo in un video simile alla risata dei costruttori dopo il terremoto in cui si esaltava per gli extra profitti dovuti alla pubblicità perché le persone chiuse dentro casa passano “più tempo” a vedere la pubblicità e se nel frattempo non possono vivere evidentemente chissenefrega.

Chissà se alla fine di tutto questo ci renderemo conto di come trattavamo il tempo prima della pandemia avendo passato decenni senza che qualcuno sollevasse seriamente la questione su come fosse possibile che nonostante i balzi tecnologici, la globalizzazione e la moltiplicazione di imperi miliardari le persone continuassero a lavorare per 8 ore al giorno o anche di più in condizioni sempre più precarie e ingiuste. Chissà se il disastro di questi giorni dove milioni di persone neppure perdono il lavoro ma semplicemente non lavorano più perché erano fintamente “autonomi” ci aiuterà a riflettere oppure al contrario il lavoro a distanza che stiamo scoprendo oggi con intensità non sarà alla fine il definitivo passo verso il lavoro “totale” senza orari, limiti, tutele e quindi verso l’annientamento della nostra società e di ogni speranza di un futuro migliore per le future generazioni.

Già il futuro che poi sarebbe il tempo che verrà ,di cui fino a ieri governi e potenti se ne fregavano continuando a distruggere il nostro ecosistema e ad accumulare ricchezza senza considerare che senza tempo tutto quello che potresti fare con il denaro e la ricchezza non esiste.

In fondo il tempo è come il virus non fa nessuna distinzione tra ricchi e poveri, giusti o sbagliati. Come la morte è una livella implacabile e ci ricorda del nostro essere mortali e tutto sommato inutili se proiettati solo su se stessi.

Tutto questo tempo perso non potrà essere risarcito ma può servire a non dimenticare perché presto o tardi tutto questo sarà passato. Qualcuno vorrà tornare indietro, ai privilegi, alle ingiustizie, alle storture di prima, ma anche questo il tempo non lo consente ed è il motivo più banale per cui la storia non torna mai indietro.

Speriamo che ne avremo di tempo per tutto questo ma oggi proprio tempo non ce ne è. Per attendere, per rinviare, per prorogare, per traccheggiare.

Se insistiamo il tempo verrà a prenderci e sarà un tempo nuovo in ogni caso ma potrebbe essere dei più terribili. Non dovremmo scherzare con il tempo.

Non dovremmo proprio.

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