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Perché a Cardinal Capranica Salvini ha vinto

La ex scuola Don Calabria, in via Cardinal Capranica nel quartiere di Primavalle a Roma il 16 luglio di quest’anno è stata messa sul mercato dal suo proprietario: il Comune di Roma.
Il giorno prima il 15 luglio tutta Italia aveva visto lo spettacolare schieramento di forze di polizia messo in campo da Salvini sgombrare da quella ex scuola quasi 300 persone inermi, intere famiglie e molti bambini.
Uno di questi fotografato mentre usciva sotto lo sguardo severo della polizia con dei libri in braccio ha fatto il giro d’Europa come simbolo di una sofferenza legata ai bisogni più essenziali: la scuola, la casa, la dignità.
Il Comune di Roma il giorno dopo l’ha messa in vendita perché era “inutilizzata”. Per poterla “valorizzare” ovvero concedere a privati con dei premi di cubatura usando una vecchia legge del governo Berlusconi e la scusa di una rete internazione di edilizia “green“.
Eppure quell’edificio era tutto tranne che inutilizzato: prima una scuola, poi una casa.
La città l’aveva naturalmente riempita con un’altra comunità dopo quella scolastica dismessa dai tagli all’istruzione pubblica.
Per renderla di nuovo vuota è stata necessaria la forza.
La storia di via Cardinal Capranica è una delle tante storie di questo paese e di questa Europa dove il mercato con la complicità delle istituzioni il vuoto lo crea con ogni mezzo necessario.
Perché non succede solo a Roma o in Italia che il patrimonio pubblico, i beni comuni, vengano abbandonati a causa dei tagli alla spesa pubblica e poi ripetutamente sgombrati dallo Stato per rendere necessaria la “valorizzazione”.
E’l’istinto famelico della finanza e delle grandi società immobiliari che cerca sempre nuovi spazi nelle città di tutto il mondo e ovunque vi siano comunità necessita del vuoto per mettere sotto condizione tutto: i diritti essenziali, la possibilità di muoversi, la possibilità di coltivare i propri affetti e le proprie aspirazioni.
In questa gettata di cemento senza soluzione di continuità si sono create ovunque città come Roma con centinaia di migliaia di immobili sfitti e decine di migliaia di persone senza una casa o in lista per una casa popolare.
E’ nella resa incondizionata e permanente della proprietà e della tutela pubblica dei beni comuni per far spazio agli investimenti immobiliari che si creano i vuoti sociali dove viene coltivato l’odio e la discriminazione come ultima insensata rabbia davanti a una sistema che tutela i rendimenti finanziari e non le persone.
Salvini con quell’unica operazione svolta con la complicità del Comune di Roma ha vinto su tutta la linea. Le persone sgombrate sono disperse in altre zone della città o in altre occupazioni, la scuola è rimasta disabitata e il sistema ha dimostrato la sua inevitabilità tramutando cinicamente quella sofferenza in investimenti senza che nessuno riuscisse veramente a fermarlo.
Qualsiasi risposta all’odio e alla repressione deve partire dal far tornare le tante scuole e case abbandonate di questo paese luoghi di vita e speranza per tutti coloro che hanno un bisogno essenziale ovvero un diritto inviolabile e questo può farlo solo Stato, le amministrazioni locali, la gestione pubblica e universale di questi beni. Perché ci sono cose che non riguardano il mercato e il profitto e neppure le somme e o le sottrazioni su di un bilancio statale o europeo.
Se non siamo in grado di aiutare le persone i conti non potranno mai tornare.
Cardinal Capranica è una delle mille ferite aperte di questo paese dopo questi anni di odio, solo ricucendole tutte potremo avere la forza per sconfiggere chiunque su quella rabbia e quel vuoto tenterà di governare questo paese.

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