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Le Sardine e il loro richiamo alla militanza

Quello che le sardine stanno facendo nelle piazze dei grandi comuni è notevole.
Questo movimento spontaneo ha dato vita a una mobilitazione che urla silenziosamente “no alla propaganda spicciola della Lega”.
È tutto bellissimo ma non basta. Non basta che a dire questo siano i grandi centri, ma serve senz’ombra di dubbio coinvolgere anche i comuni più piccoli: quei luoghi dove le persone si sentono sole e abbandonate da una politica che non può arrivare ovunque con i suoi dirigenti, ma che può farlo con i suoi militanti, perché sono loro che vivono e conoscono il territorio, sono loro che sanno di cosa si ha bisogno in quei luoghi.

Le sardine riempiono le grandi piazze, ma non fanno proposte politiche ad eccezione di una: alziamoci, usciamo da casa e cominciamo a fare qualcosa affinché le cose cambino.
E io sono assolutamente d’accordo con loro.

È da poco più di un anno che ho iniziato la mia militanza e devo dire che è una delle esperienze più belle della mia vita (ma non dirò in che partito sono tesserato, perché non è quello il punto).
Quello che voglio dire è che se c’è qualcosa che non vi piace nel mondo che vi circonda, nel futuro che sembra attendervi, allora alzatevi, uscite di casa e trovate lo strumento che più vi si addice per cominciare la vostra militanza. Non importa se questo è un partito o un associazione, perché in tutti e due i casi troverete persone di ogni tipo con le quali confrontarvi, discutere, stringere legami umani, fare progetti e se vi impegnerete abbastanza vi potrebbe capitare di migliorare la vita delle persone.
Se nel vostro piccolo comune manca lo strumento, allora createlo voi. Non vi saprei dire come, ma se lo volete davvero sapete già cosa fare o chi contattare: RedS, ad esempio, può fare al caso vostro e diventare il vostro strumento.

Se non vi basta un Capitano da seguire ma volete essere partecipi in prima persona a un cambiamento allora militate, non siate sardine per un giorno, siatelo sempre e state vicini alla vostra comunità, ascoltatela, raccogliete più informazioni possibili e poi buttate giù idee che serviranno per migliorare la vita di tutti.
Infine battetevi affinché accada.

Una volta una grande donna di nome Tina Anselmi disse “capii allora che per cambiare il mondo bisognava esserci”.
Niente di più vero.

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