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mercoledì , 23 Settembre 2020

Lavorare per continuare a essere poveri

Una delle emergenze che dovrebbero essere affrontate in Italia e in Europa oggi (e di cui nessuno di sta occupando) riguarda quei milioni di lavoratori che pur lavorando rimangono in condizioni di povertà.
Negli anni sono state portate avanti molte politiche a sostegno degli imprenditori pensando che questo si sarebbe riflesso a cascata sui lavoratori, ma così non è stato (guarda un po’). Un po’ come la vecchia storia del tizio con due polli e il tizio senza: non possiamo continuare a dire che statisticamente hanno un pollo a testa o, come si è fatto finora, continuare a dare polli a quello che ne ha due sperando che prima o poi ne ceda uno all’altro.

Il lavoratori si sono impoveriti sempre di più e a questo è corrisposta anche una diminuzione del welfare e, quindi, del sostegno dello Stato attraverso i servizi. Meno sanità, meno scuola, meno trasporti.
Meno tutto.
Questo perché “bisognava risparmiare” e si è finito per tagliare proprio lì dove di soldi c’era più bisogno.
Il dato è impressionante: il 12% dei lavoratori italiani è a rischio povertà (in Europa la media è del 9,4, quindi comunque molto alta).
Se prendiamo i dati degli ultimi 20 anni vediamo che i lavoratori ricchi (e cioè quelli che guadagnano più di 10 volte uno stipendio medio) sono aumentati così come sono aumentati i lavoratori poveri. Questo, in parole povere, vuol dire un’aumento della disparità, dell’ingiustizia.
Tutto questo per dire che o nella manovra finanziaria si fanno massicci investimenti nel potenziamento dei servizi (soprattutto fuori dai grandi centri) e si decide di puntare alla piena occupazione, o questa situazione è destinata a peggiorare.
E a chi ritira fuori lo spauracchio del debito mi verrebbe da rispondere che se bisogna scegliere tra l’aumento del debito e la dignità delle persone, io personalmente non ho dubbi.

Il discorso sarebbe lungo, le domande che ho in testa sono più delle risposte e purtroppo ad oggi non c’è un luogo in cui ci si possa incontrare per discuterne.
Reds – rete dei democratici e socialisti, che lanceremo a Roma il 9 e 10 novembre, vuole essere proprio questo: un luogo in cui tornare a discutere per trovare nuove soluzioni per un sistema sempre più ingiusto e sempre più incancrenito.

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