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lunedì , 1 Marzo 2021

“Il ‘riciclaggio’ della politica da salotto. Anzi, da circo”

Nei giorni scorsi mi è sembrato di assistere allo stesso patetico copione di quando ci fu la caduta del governo precedente. Dis-onorevoli che, in maniera puerile, eseguivano il solito teatrino reciproco da scarica-barile, “terrorizzati” da un eventuale ritorno al voto. Un “terrore” che li ha portati a palesare i peggiori usi e malcostumi da far invidia, probabilmente, persino ai peggiori protagonisti della DC.
E mentre alti “prelati” di governo spendono sempre belle parole e lunghissime pappardelle di retorica senza senso sulla “responsabilità” e il “bene comune”, migliaia e migliaia di attività hanno chiuso la saracinesca per mancanza di sostentamento, e la forbice tra “ricchi” e “poveri” è aumentata in maniera vertiginosa. Un vortice che sembra portare ad una tenue, ma oramai prossima ed inesorabile scomparsa del ceto medio, al contrario di quelle grandissime multinazionali, come Amazon, che pare ancora festeggino per gli enormi profitti fatti, a discapito dell’economia reale. Quello stesso manipolo di grandi monopoli economico-finanziari che da questa situazione sono stati gli unici a trarne giovamento. Gli stessi che, tra l’altro, eludono miliardi a norma di legge.
Continuano con la becera propaganda su delle ricette economiche a forti condizionalità, e aventi come comune denominatore il dogma del vincolo esterno, spacciate per “aiuti” della grande Unione europea, un organismo sovra-nazionale che con i suoi trattati non solo “maledice” la possibilità della spesa pubblica, ma ostacola anche quei processi volti a garantire i diritti economici e sociali, previsti dalla Costituzione. Persistono, poi, con lo sperperare fior di miliardi per quel mostro di opera del TAV, nella Val Susa – per la quale si sono registrati degli arresti per diversi attivisti del territorio che, i maniera non-violenta, hanno avuto il coraggio di opporvisi -, a spendere circa 28 miliardi annui per le spese militari, compresi i caccia-bombardieri F-35, invece che destinarli al massimo potenziamento della sanità pubblica. Per non parlare, poi, di tutte quelle missioni internazionali in cui sono presenti i nostri militari. Le stesse missioni da cui si dovrebbe procedere con il ritiro, soprattutto da quella in Afghanistan, una guerra che lo Stato si porta dietro da più o meno vent’anni, con i miliardi buttati e le vittime sacrificate in nome di qualche interesse di matrice atlantica. Magari, qualcuno glielo dica ai vari Nicola Fratoianni e compagnia. I grandi condottieri “de sinistra”, intendo.
Intanto, nel mondo reale, sono passati quasi tre anni dalla Strage del ponte Morandi, e certi “responsabili” ancora non sono stati in grado di revocare le concessioni ai Benetton, rendendo questa, di fatto, una Strage impunita. Non per mano della “giustizia”, come è avvenuto per quella di Viareggio, ma per mano della politica e di una classe di governo che non ha mai perso occasione nel mostrarsi prona e suddita rispetto ai padroni, in questo caso di un bene pubblico come le autostrade. Un bene comune che dovrebbe essere nazionalizzato quanto prima, come tutti gli altri monopoli naturali.
Ma a certi dis-onorevoli, la principale priorità pare essere quella di temporeggiare, di galleggiare là dentro, nei propri palazzi d’avorio, fino a non si sa quale tempo indefinito. Intanto, la fiducia è stata incassata.
Insomma, lunga vita al governo di Matteo Renzi.
No, “Renzi” non è un lapsus.

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