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martedì , 26 Ottobre 2021
Il Primo ministro socialista albanese Edi Rama assieme ai medici che invierà in supporto delll'Italia.

L’ Albania, i 30 medici ed il significato del discorso di Edi Rama

di Jessica Lopez

Il Primo Ministro Albanese, Edi Rama, ha parlato ieri davanti ai giornalisti in occasione della partenza di trenta medici e infermieri inviati in aiuto dell’Italia.

Il discorso di Rama è quanto di  più vicino ai valori della fraternità e dell’aiuto reciproco che io abbia ascoltato da un Capo di Stato dell’Unione da quando il nostro Paese è stato colpito dall’epidemia del CoVid.

Le parole di Rama risultano nella loro semplicità ancora più dense di significato.

“È vero che tutti sono rinchiusi dentro le loro frontiere e anche paesi ricchissimi hanno girato le spalle agli altri, ma forse proprio perché non siamo ricchissimi, e neanche privi di memoria, non possiamo permetterci di dimostrare all’Italia che noi albanesi ci dimentichiamo dell’amico in difficoltà.”

“So che 30 medici e infermieri non cambieranno il rapporto di forza micidiale di questo nemico invisibile e le forze in tenuta bianca che lo stanno affrontando sulle linea del fuoco dall’altra parte del mare.

Rama parla di vite umane, amicizia, aiuto, difficoltà, e ancora di nemico invisibile.

Rama parla di paesi ricchissimi che si sono chiusi e di frontiere che si sono innalzate.

Sono parole scelte con cura da un uomo politico che nella vita privata e personale ha sperimentato sulla sua pelle l’esilio e l’accoglienza di un Paese vicino e che non ha misconosciuto l’unica ragione che di fatto ha portato alla nascita dell’Unione Europea: la seconda guerra mondiale e il suo carico immane di sofferenza diffusa nel Vecchio Continente e la perdita altissima in termini di vite umane.

Ci siamo riuniti in un organismo comunitario per essere più forti assieme, più forti dei nostri confini territoriali, più forti delle differenze linguistiche e culturali e più forti persino delle differenze economiche.

Ma il grigiore e il rigorismo del blocco Nord Europeo ha asservito il sogno dei nostri padri fondatori, un sogno umano e culturale, lo ha depauperato della sua carica vitale e lo ha soggiogato al dominio di un solo Dio, il vile Dio Denaro.

La solidarietà non si chiede, si offre.

E la solidarietà non dipende dai numeri.

L’Albania , un Paese più piccolo e povero del nostro, ha dato una grande esempio di solidarietà e nello specifico di reale solidarietà europea, e noi non possiamo che dire grazie e renderle il giusto onore.

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