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Piazze piene, idee vuote

Riempite le piazze, cantate “bella ciao”, non fate altro che ribadire alcuni slogan come “basta con l’odio e con la paura”, “no al populismo”, “noi non ci leghiamo”, ma in concreto, voi “sardine”, cosa proponete esattamente? Ho letto i vostri sei punti di programma che avete elaborato. È tutto lì? E voi sareste il rinnovamento? Quel programma, se proprio vogliamo chiamarlo così, fa ridere i polli.

A DiMartedì, alcune settimane fa, intervistato da Giovanni Floris, il leader delle sardine Mattia Santori, colui che, ai più, sembra essere diventato il salvatore della patria, rispondendo ad una domanda, ha detto una cosa che mi ha fatto accapponare la pelle: “La politica con la P maiuscola è quella che delega ai competenti”. Io, invece, sono convinto del contrario.

In questo Paese c’è un disperato bisogno di creare spirito critico in ognuno di noi, c’è bisogno che ogni singolo cittadino eserciti il proprio fiato sul collo nei confronti dei rappresentanti, che sono i nostri dipendenti nelle Istituzioni. È la delega in bianco che, nel corso degli anni, ha generato lo smantellamento dello stato sociale e la privazione sempre maggiore dei diritti. Quello espresso dalla sardina prodigio, è l’esatto motivo contrario per cui, dieci anni fa, nacquero i V-Day, momenti a cui non ho potuto partecipare e di cui non riuscirò mai a perdonarmelo.

Anche allora, le piazze erano piene, ma perlomeno c’era una visione, soprattutto si chiedevano cosa precise, cose che, puntualmente, e nella migliore delle ipotesi, vennero ignorate. Voi, invece, di proposte concrete ne avete, o volete continuare a parlare di odio, paura, noccioline e caramelle? Che ne pensate dei trattati europei, delle concessioni autostradali ai Benetton, del pareggio di bilancio in Costituzione, dello sfruttamento dei lavoratori a norma di legge, delle guerre di invasione mascherate da missioni di pace, della privatizzazione degli asset pubblici? Con tutte le problematiche che ci sono in questo Paese, nel vostro programma state ribadendo la necessità che la comunicazione politica rimanga al di fuori dei social. E questo sarebbe il vostro modo di contrastare uno che, tra l’altro, non è nemmeno al governo? Auguri.
Vi dichiarate acerrimi nemici del sovranismo, ma ancora non ho capito il perché, visto che “sovranità” è un concetto espressamente riportato anche nel primo articolo della nostra Costituzione, quella stessa legge fondamentale dello Stato che più volte, nelle piazze, avete anche preso come riferimento.

Cos’è che disprezzate tanto del sovranismo, ammesso e non concesso che abbiate capito di cosa si tratti? L’idea che a dettare l’agenda di governo debba essere la politica invece che le grandi multinazionali? L’idea che nessun governo debba in alcun modo farsi influenzare dai mercati finanziari o dalle grandi potenze estere? Oppure chiedere che debba essere lo Stato ad avere il controllo assoluto per quanto riguarda il piano industriale ed economico del Paese? Illuminatemi.

Anche a me, certe campagne di intolleranza e di paura nei confronti del “diverso” non piacciono affatto, anzi, mi fanno ribrezzo, ma voi pensate veramente che quello sia fascismo? Quella di oggi è una forma di fascismo molto più subdola, perché non ha un volto, né una camicia nera, ma è capace di plasmare le coscienze, e questo, ce lo insegnava già all’epoca Pier Paolo Pasolini. La forma di fascismo più violenta e pericolosa del terzo millennio è il primato della finanza sulla politica, è il sistema delle privatizzazioni selvagge, è il sistema dei consumi e la conseguente omologazione culturale del Paese.

Se posso dare un consiglio, è questo il primo nemico da abbattere, l’unico “nemico” al quale ognuno di noi dovrebbe opporsi e nella maniera più assoluta. Altrimenti, quello che voi considerate il “nemico”, continuando così, non solo non lo arginate, ma rischiate pure di aiutarlo.

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