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Impariamo dalle Sardine: La Creatività come “Leader”

La complessità spesso non ha altro effetto che lasciare le persone in una visione superficiale delle cose, al contrario le cose semplici sono invece un’opportunità per portare le persone nella profondità. Quando ci sono troppi meccanismi complicati c’è sempre una visione molto superficiale, una delle linee guida della genialità in ogni settore è sempre la semplicità. Ogni essere creativo deve avere una qualche qualità di “semplicità dentro di lui”. Lavorare su questo richiede delicatezza. E’ un processo graduale e non forza le persone.

Dobbiamo cogliere nella crisi terribile che stiamo vivendo anche un aspetto positivo: ci spinge d essere più creativi. Tutti i lavori estremamente meccanici stanno sparendo, perché sono sostituiti dalle macchine. Questo da una parte è spaventoso, perché tante persone perdono il lavoro, dall’altra è anche una spinta evolutiva fondamentale. Perché spinge le persone, a doversi differenziare dalle macchine. Ad essere creativi, ovvero a fare quello che una macchina non potrà mai fare. Se questo processo tecnologico va avanti e va avanti velocissimamente, questo nostro spostarci dal sapere nozionistico sterile alla creatività, diventa una necessità. Non è solo un piacere.

Se abbiamo tra le mani una tecnologia eccezionale di uno smartphone, immaginate dietro le quinte fin dove si è spinta la tecnologia. Io posso vedere la drammaticità delle persone che perdono il lavoro, ma non posso non vedere anche la spinta evolutiva che si crea.

Nell’inverno le piante iniziano a preparare i boccioli che esploderanno in primavera. Se fosse sempre primavera noi non avremmo alcun fiore, le piante sarebbero morte. Stiamo assistendo a qualcosa che i telegiornali e i giornali non ci diranno: In mezzo alla crisi si sta preparando la fioritura di un nuovo periodo storico. Chi parteciperà a questo nuovo periodo storico? Chi sara capace di seguire il flow ( la grazia del tempo).

La sfida che le Sardine hanno davanti

Questa è un enorme sfida, perché tutte le persone attaccate ai vecchi modelli, sono destinate a scomparire con la primavera. Questo è totalmente indipendente da ogni credo religioso, morale e non ha niente a che vedere con il mio credo politico. E’ qualcosa oltre il credo. Crederci o meno non ci aiute

Ricordo la storiella di un uomo, un grandissimo credente in Dio. Questo’ uomo è in difficoltà economica ed ha bisogno di Soldi. Lui prega sempre tutta la notte, tutto il giorno e prega affinché vinca la lotteria. Ad un tratto un grande lampo in Cielo squarcia la terra e finalmente si ode la voce di DIO. ” Senti io te la faccio vincere la lotteria, ma almeno tu compra il biglietto”.

Che cosa è il successo? Qual è la lotteria che dobbiamo vincere? Che cosa è il nostro Benessere? Com’è che spesso le persone che sono nel benessere sono le più depresse? Che non si a benessere? Ma solo denaro?

Aspetta, bv…. Devo Rinunciare ai soldi (o sordi come diciamo a Roma)?

No. Non devi rinunciare ai soldi, devi semplicemente rinunciare a vedere che il successo è nei soldi. Il successo ha più a che fare con la felicità che con i soldi. Voi chi considerate più felice, una persona con il Ferrari depresso, o una persona felice che guida una Panda scintillante ? Il più intelligente tra voi mi dirà una persona felice che guida la Ferrari. Ed avrebbe ASSOLUTAMENTE RAGIONE.

Il finto successo ha a che fare con quello che hai.  Il successo vero ha qualcosa ha che fare con ciò che tu sei. Allora in questo senso posso essere una persona di successo quando io emano felicità. Quando sono una guida per i miei compagni, i miei colleghi, i miei amici, le persone che sono in piazza con me.

Aspetta, … sembra proprio una di quelle frikkettonate per asceti nelle grotte

No. Questa non è roba per asceti nelle grotte. E non lo è perché questi sono i meccanismi della creatività. Non sono pratiche per l’asceta nella grotta o il monaco del suo tempio, ma bisogna portarle nella quotidianità.  E cosa c’è di più quotidiano del tuo lavoro? Non dobbiamo escludere la materialità, non abbiamo niente contro tutto il benessere materiale che l’uomo con la sua creatività ha prodotto, anzi. Dobbiamo, però, iniziare a vedere qualcosa di più alto in questo.

Facciamo un altro passo avanti. Proprio come le Sardine, da Bologna andiamo a Firenze poi Napoli poi Roma.. Come dice il grande Lao Tze “un viaggio di decine di migliaia di Chilometri inizia con il primo passo”

La Creatività al servizio degli altri

Che cosa dicono i grandi Maestri?  Dicono che il vero successo è qualcosa che avendolo tu arricchisci automaticamente anche gli altri. Non ha niente a che fare con il furbetto che si arricchisce a scapito degli altri. Con furbizia e trucchetti che “a volte” chiamiamo Marketing e che non può essere il “marketing del futuro”. Non offendetevi, e se vi state offendendo, chiedetevi perché mi sto offendendo?

Stiamo vedendo che il successo passa in uno stato interno di gioia e di felicità. E quando questa felicità è mia, irrora e straripa sugli altri. Al contrario,  Il finto successo invece è una persona che accumula, accumula, accumula e accumulando è sempre meno felice.

Avete fatto caso che le persone che in città puliscono il vetro alle macchine ferme ai semafori sono spesso più felici di chi è dentro la macchina. Pensate la magia di una persone che ha successo interiore e in quanto tale attira il successo esteriore?

Qual è la prerogativa dei Grandi Geni? Non voglio dire che per svolgere il nostro lavoro dobbiamo essere tutti dei geni come Leonardo da Vinci o  Caravaggio,però, dobbiamo imparare di più dai grandi maestri. In una prima visione potremmo dire che questa persona dipingeva in maniera straordinaria..All’ epoca di Caravaggio, c’erano moltissime persone che dipingevano “bene come Caravaggio”. Qual è la differenza?

Caravagio dipingendo trasmetteva una visione. Tu non lo sai ma attraverso quella pennellata, quel gioco di chiaroscuri, della luce, Caravaggio trasmetteva un messaggio.  Questa è la prerogativa dei Geni, trasmettere un messaggio. Tu neanche lo sai, non te ne accorgi, ma nel profondo ti arriva un messaggio sulla tua vita e sul senso profondo dell’esistenza.

Chi invece dipingendo cerca solo di catturare l’occhio degli altri, non sta trasmettendo nessun messaggio. Questo non è un genio. Se io insegno agli altri a fare design non mi curo del messaggio che tu vuoi mandare facendo il designer, ma mi curo solo che tu sia in grado di scegliere il colore che giusto che va di moda, il carattere fico. Ma questa non è creatività, questo è un trucco. Qual è la grandezza…la grandezza è trasmettere un messaggio che spesso non si sa di ricevere. La “gioconda” non può essere solo una donna che ride. Emana qualcosa, qualcosa che ha a che fare con la visione della vita che aveva Leonardo. Io non guardo la gioconda perché è disegnata bene, ne perché ha colori alla moda, ma io sono attirato dalla Gioconda perché dietro c’è una visione profonda. Questa è la vera chiave della creatività.

Un persona veramente creativa è una persona che vuole darti qualcosa, vuole trasmetterti qualcosa, non vuole solo prenderti qualcosa, dalle tasche o dal portafoglio.

Come applicare tutto questo?

Piano, piano. Il lavoro che dobbiamo fare su noi stessi è molto profondo e molto delicato ed ha a che fare con dolori accumulati in noi.

Questo è un quadro del grande Pablo Picasso. Guardate le mani, il contatto tra le due persone, vedete che una donna guida un’altra. Picasso ce le rappresenta in uno stato di gioia,di grazia, non sembrano neanche donne, sembrano bambine. L’altra si concede il lusso di godersi il cielo, non guarda dove mette i piedi, anche se il terreno è sconnesso. Se la seconda non avesse fiducia nell’altra, col ciufolo che guarderebbe il cielo! Ma direbbe “Ao attenda do’ vai?” “Rallenta!” “Occhio alla curva!” “Frenaaaaaa….”

  I seni scoperti non vogliono essere pornografia, ma vogliono indicare una persona nuda. Senza Maschera. Questo quadro esprime il senso del leader e della guida, ed anche il senso del dipendente dove una persona è felice dell’essere guidata e si può permettere una spensieratezza una pace interiore che è la vera base della creatività. Ed anche il leader è felice. Felice di guidare. Ovviamente queste due persone, queste due donne, possono essere due lati di una stessa persona. Un lato di me che si prende cura dell’altro di me. Un aspetto di me che guida un altro aspetto di me. Un aspetto interiore ed uno esteriore. Questo quadro rappresenta la vera leadership, una guida che conduce gli altri e se tesso ad essere più libero, più leggero, un animo capace di guardare il cielo ma anche di poggiare bene i piedi in terra senza cadere.

Ora, facciamo un altro piccolo passo avanti.

Come nella polarizzazione delle molecole, se le molecole se sono immerse in un campo magnetico, si orientano. (principio alla base degli occhiali che cambiano colore al sole). Stiamo costruendo un grande campo magnetico per orientarci tutti nella stessa direzione. Che cosa ha a che fare questo meccanismo con la parte più profonda di noi?

Dobbiamo allineare i bisogni più basici con quelli più alti. Il bisogno di andare in piazza con dei bisogni più universali, più creativi.

Quando noi cresciamo, lo dice anche Pascoli, abbiamo un bambino che rimane in noi, che ha bisogno di sentirsi sicuro, amato, ha bisogno anche di una sicurezza economica, ma se vivo per questa non sarò mai un creativo. Perché?

Io lavoro, ho un posto e guadagno dei soldi, ma se è solo questo quello che mi spinge a lavorare, io nutrirò solo i miei bisogno più bassi. E’ un meccanismo naturale, dobbiamo pagare l’affitto la macchina, i bisogni primari.E questo è giusto. Naturale. Così se io vado in piazza, soddisfo solo i miei bisogni più bassi. Non può essere così. Non deve essere solo così.

Sono una persona che va a lavoro, ma se vincesse una certa cifra vorrebbe mandare tutti a quel paese e scappare.

Pensiamo che se Picasso vincesse 10 milioni di euro direbbe “Evvai, vaffanculo ‘sta cazzo de pittura”. Sicuramente no.

Direte, ma io non sono Picasso…

Pensate che se Salvini non vincesse le elezioni potremmo smettere di essere Sardine e stare tranquilli, o pensate di meritare di più dalla politica e dalla gestione dell”a cosa pubblica?

Voi mi direte, ma io non sono un leader politico. Perché No?

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