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La MMT

L’introduzione di stringenti vincoli finanziari, che riducono le scelte di politica economica a mera applicazione delle politiche di austerità, ha depresso per troppi anni lo sviluppo ed il benessere delle comunità europee e quindi anche dell’Italia. Gli studi proposti dalla Modern Money Theory ci confermano che se i governi possono contare su una esplicita garanzia da parte delle rispettive banche centrali, le quali emettono valute con tassi di cambio flessibili, non si può incorrere in problemi di solvibilità sul debito pubblico e che quindi possono finanziare le spese necessarie al raggiungimento degli obiettivi politici prefissati. Questa garanzia è prevista in tutte le economie avanzate, l’unico aspetto che occorre tenere in considerazione è l’eventuale rischio di generare spinte inflattive conseguenti ad aumenti della spesa pubblica, ma nelle economie avanzate è altamente improbabile che l’inflazione aumenti qualora la spesa governativa sia indirizzata ad investimenti per il raggiungimento della piena occupazione. La MMT in contrapposizione con gli approcci economici mainstream, punta a stabilizzare l’inflazione attraverso la creazione di programmi di lavoro garantiti, (chiamati con il l’acronimo “PLG”) attraverso cui si decreta il minimo prezzo orario salariale dei nuovi occupati, dapprima assunti dallo Stato, e successivamente andando automaticamente a creare un valore di riferimento per tutti gli altri operatori di mercato. Noi vogliamo contenere l’inflazione combattendo la disoccupazione, gli altri combattono l’inflazione creando “un esercito di riserva di disoccupati”.

Le politiche di austerità degli ultimi 20 anni, sia di destra sia di sinistra, hanno tentato di contenere il debito pubblico senza riuscirci ed inoltre hanno fatto aumentare il debito reale del sistema paese. Stiamo parlando del costo, ambientale, sociale ed infrastrutturale che stiamo lasciando sulle spalle delle future generazioni. Qual è il senso di non ammodernare le infrastrutture (strade, ponti, scuole, ospedali, ecc.) per non accumulare debito se poi lasciamo alle future generazioni l’onere di farlo? Che senso ha rimandare la transizione ambientale per contenere la spesa pubblica se poi lasciamo alle future generazioni l’aria inquinata e l’acqua avvelenata?. Per tornare a liberare il pieno potenziale della nostra società dobbiamo liberarci dei vincoli finanziari che ci impediscono di progredire, gli unici vincoli che la politica deve tenere sempre in considerazione sono quelli “reali” ovvero il “capitale” e il “lavoro”. Il grande compito della politica è arrivare al pieno utilizzo delle capacità produttive puntano ad una società prospera ed egalitaria. Il messaggio che vi sta lanciando la MMT è semplice per quanto politicamente dirompente: ciò che è tecnicamente realizzabile sarà sempre finanziariamente sostenibile.

La MMT è principalmente la descrizione di operazioni monetarie, che possono essere riassunte al meglio come rapporti di debito e credito nei conti di bilancio di banche, imprese e individui. Warren Mosler ha sviluppato quella che oggi popolarmente è chiamata MMT nel 1992. La MMT presenta un’ analisi economica unica e può quindi essere considerata come una scuola di pensiero a sé stante. Dalle prime pubblicazioni della MMT molti economisti si sono avvicinati a questo nuovo paradigma tra cui Staphanie Kelton attuale consigliera economica per la campagna presidenziale americana di Bernie Sanders. Stephanie Kelton ad inizio 1990 non era concorde con alcuni aspetti teorici di Warren Mosler, il suo collega, Prof. Randall Wray, le propose di fare una ricerca per smentire la teoria di Warren e di dimostrare che era in errore. Al temine sella stessa concluse in questo modo: “Ho presentato la mia ricerca al Cambridge Journal of Economics ma alla fine mi sono accorta di essere arrivata alle sue medesime conclusioni”.

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